Tensioni e Correnti Alternate - 6

 

MUTUA INDUZIONE

I fenomeni di induzione elettromagnetica,  insorgono quando vi è un movimento relativo fra un circuito elettrico ed un campo magnetico. Tuttavia, come è facilmente intuibile, il flusso magnetico può variare anche senza alcun movimento meccanico. Infatti, se la corrente elettrica, che percorre un circuito qualsiasi, non subisce variazioni, il campo elettromagnetico da essa generato è costante, ma se la corrente è di tipo variabile, per esempio alternata, allora anche il campo elettromagnetico corrispondente è variabile e quando questo investe un circuito elettrico crea una tensione indotta per "mutua induzione".
Tale fenomeno viene sfruttato nei trasformatori, che vengono definiti come le più semplici macchine elettriche statiche, perché in essi non si verifica alcun movimento di parti meccaniche. Gli alternatori ed i motori elettrici sono invece macchine elettriche elettrodinamiche.
L'impiego del trasformatore è possibile soltanto con le tensioni variabili, perché con le tensioni continue, mancando ogni variazione di flusso elettromagnetico, il trasformatore non funziona. Il compito primario di ogni trasformatore consiste nell'abbassare o nell'elevare il valore di una tensione alternata. In ogni trasformatore si distinguono principalmente tre elementi: l'avvolgimento primario, il nucleo ferromagnetico e l'avvolgimento secondario. Il simbolo teorico è quello riportato in figura 7.

Fig. 7 - Simbolo elettrico di un trasformatore di tensione elettrica da 220 V a 12 V. 

L'avvolgimento primario e quello secondario sono composti da un certo numero di spire di filo di rame smaltato. Essendo un trasformatore riduttore di tensione, l'avvolgimento primario è composto da un maggior numero di spire, quello secondario da un numero di spire inferiore . Il nucleo ferromagnetico, rappresentato dalle linee verticali parallele, è costituito da un pacchetto di lamine di ferro.