LE ONDE CORTE - 4



LE MIGLIORI BANDE

Per poter stabilire quali siano le migliori bande da utilizzare nelle diverse ore del giorno e della notte, si debbono conoscere le condizioni della ionosfera. E a tale scopo, in varie parti del mondo, sono stati aperti dei centri che effettuano indagini sullo stato e l'altezza degli strati ionizzati. A questi poi si aggiungono i satelliti scientifici, che recano a bordo gli strumenti adatti al rilevamento delle radiazioni. In base ai dati di previsione sulla ionosfera, i vari centri ad onde corte predispongono il piano delle frequenze da utilizzare per le varie destinazioni.
Per tener conto delle variazioni ionosferiche stagionali, questo piano viene modificato più volte nel corso dell'anno. E i cambiamenti vengono annunciati e ripetuti nel corso delle trasmissioni.
Dato che la migliore frequenza utilizzabile può essere soggetta ad affievolimenti, le trasmissioni ad onde corte sono in genere di breve durata, soprattutto quando il destinatario è molto lontano, e sono costituite prevalentemente da notiziari.

SCELTA DELLE BANDE

Anche se i fenomeni di propagazione delle onde corte possono apparire talvolta imprevedibili, l'esperienza e la statistica aiutano a presumere quale può essere la sorte di un segnale radio trasmesso con determinate frequenze e in precisi periodi del giorno o dell'anno. Per esempio, è stato previsto e deciso che la banda compresa tra i 40 e i 100 metri si presti ottimamente ai collegamenti sulle medie distanze, con aumenti della portata soprattutto di notte e nei primi mesi dell'anno. Nelle gamme comprese tra i 60 e i 100 metri, in particolare, raramente si ottengono collegamenti superiori agli 800 chilometri. Nella gamma dei 40 metri, poi, in presenza di buone condizioni atmosferiche, si raggiungono, di giorno, distanze fino a 1.500 chilometri che, di notte, possono estendersi fino ai 6.000 chilometri.
Le bande più usate per i collegamenti sulle lunghe distanze sono quelle dei 31 e dei 25 metri. Con queste, infatti, anche di giorno si raggiungono distanze di 1.000 = 4.000 chilometri. Ma in Europa i migliori risultati si hanno durante le notti invernali, quando è più ridotta l'attività delle macchie solari.

Le bande dei 20 e 15 metri consentono collegamenti sulle lunghissime distanze, con potenze di trasmissione relativamente basse. I segnali radio caratterizzati da questi valori di frequenza (14 e 21 MHz) subiscono spesso delle riflessioni multiple all'interno degli strati della ionosfera, viaggiando quasi incanalati per centinaia di chilometri, per poi ritornare a terra. E la propagazione è generalmente favorevole in tutte le ore del giorno, divenendo ottima verso le prime ore del mattino.
Ricordiamo infine la banda dei 10 e degli 11 metri, che è destinata ai collegamenti sulle brevi distanze, perché è la più bizzarra, sfruttando il fenomeno di riflessione degli strati più bassi della ionosfera che, come abbiamo avuto occasione di dire, sono assai sporadici. Per queste lunghezze d'onda le ore più favorevoli sono quelle attorno al mezzogiorno.
Allo scopo di esaltare le prestazioni dell'apparecchio, si può sempre ricorrere all'accorgimento illustrato in figura 5, avvolgendo 3 - 10 spire di filo conduttore di qualsiasi qualità e collegando un terminale all'antenna, l'altro ad un condensatore variabile da 500 pF, con la carcassa connessa ad una tubazione dell'acqua.

Fig. 5 - Accorgimento per esaltare le prestazioni dell'apparecchio.